22 giugno 2011

DOC APOCALYPSE – Il prologo ed il trailer della prossima avventura di Midian Design ! (indie game)

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Ehi ? Ma non erano usciti da poco Quantumnauts e Odissea ? Beh, l’amico Danilo Cagliari proprio non riesce a restare con le mani in mano ed è con grande piacere che vi presento DOC APOCALYPSE, la prossima e davvero promettente avventura di Midian Design. Buona Lettura !

IL PROLOGO:

E' possibile controllare il clima? E' possibile far piovere a comando o dileguare le nuvole?

Controllare questi fenomeni vorrebbe dire salvare il pianeta dalla siccità, vivere in un mondo senza uragani o tempeste, ed avere sempre rigogliosi raccolti e ghiacciai sicuri.

Un mondo rinnovato sotto molti aspetti.

 

Secondo Luis P. Higgins questa non era fantasia, ma una realtà. Era conscio del fatto che la tecnologia che stava ultimando, in mani sbagliate, sarebbe stata un'arma per la distruzione del genere umano, ma da buon idealista, sentiva di lavorare per una giusta causa. Strano personaggio Luis, vita travagliata ma anche tanti successi e conquiste: un figlio di otto anni del quale andava fiero, un macchinario quasi ultimato che riusciva a disperdere i terremoti, una macchina del tempo che permetteva di viaggiare per venti secondi nel futuro, tanti altri oggetti di varia natura ed importanza e la Cloudblaster, praticamente ultimata.

A chi presentare le sue invenzioni, come presentarle, come avere la certezza che nessuno avrebbe utilizzato quelle risorse per scopi orribili?

Poco importava al momento, prima di risolvere i dilemmi di origine morale, doveva metter mano a quelli pratici, ovvero testare e migliorare, avere macchine affidabili e che non fossero pericolose per gli operatori. Proprio con il prototipo della macchina per il controllo dei terremoti, vide morire la moglie. Scienziata come lui, durante il collaudo, Jenny, perse la vita a causa di un'esplosione.

Luis non riusciva a darsi pace per l'accaduto, ed il dolore cresceva quando rivedeva negli occhi del figlio lo sguardo della madre. A causa di quella tragica esperienza, durante il test della Cloudblaster, decise di esser solo nel suo bunker, e di lasciare nel laboratorio dall'altra parte della città, il bambino con l'attuale fidanzata (anch'essa scienziata).

Non era felice Elzebeth Tesla di dover rinunciare a presenziare all'esperimento, ma amava molto il piccolo (Tobias Higgins all'anagrafe, ma per tutti Pad) e rispettava il volere del padre, assistendo comunque via monitor al collaudo.

Non poteva succedere loro nulla di male dieci metri sotto terra, in un bunker uguale in tutto e per tutto a quello dove si sarebbe svolto l'esperimento, con ogni tipo di comfort; oltre alla macchina del tempo, cibo a volontà, lettore CD, videogiochi di vario genere per Pad...

Nel 1953?

Già, la macchina del tempo forniva qualche bene "out of place", senza esagerare però, Luis teneva molto a non incorrere in paradossi, o quanto meno, in quelli pericolosi... qualche vestito del 1985 per Elzebeth, qualche dvd per Pad e qualche componente elettronico per il completamento delle sue macchine, l'importante era comparire nel posto giusto, al momento giusto (chi ha detto "ladro"?).

Completare il progetto del viaggio nel tempo non sarebbe stato facile, purtroppo il salto funzionava una volta su mille, qualche volta riuscì a vedere nel futuro la sua invenzione completata, precisamente nel 1974. Una volta parlò anche con se stesso nel 1976 ma in venti secondi era difficile stabilire un contatto produttivo.

Tutto era pronto per il test nel laboratorio di Doc Apocalypse, come venne ribattezzato dai suoi compagni al college (le sue idee erano spesso motivo di scherno o di immenso terrore). Spinse il pulsante di attivazione e l'enorme elica posizionata sul monte poco distante, nascosta allo sguardo da alberi secolari si attivò, proiettando il flusso d'energia verso le minacciose nubi che coprivano Serenity. Dopo venti minuti, un varco di dimensioni crescenti stava dissolvendo l'incombente temporale, la telecamera puntata verso il cielo mostrava chiaramente il successo dell'esperimento.

Ma purtroppo, qualcosa andò storto.

Lampi di energia solcarono il cielo per addensarsi nella parte colpita dal raggio prodotto dall'elica, e l'ultima cosa che Doc Apocalypse potè scorgere prima che il monitor interrompesse il segnale, furono gigantesche ombre e sciami indistinti.

Avvertì immediatamente Elzebeth e Pad, non dovevano uscire dal bunker sino al suo arrivo. Dopo aver recuperato le chiavi della macchina si bloccò, gli speakers del laboratorio inondavano la sala con le urla di terrore degli abitanti di Serenity. Disumani ruggiti si alternavano a urla di terrore, dieci metri sopra la sua testa qualcosa di orribile stava sterminando la popolazione.

Sguardi di incredulità si incrociarono attraverso i monitor ancora funzionanti, ribadì alla sua famiglia di non muoversi e corse ai pannelli di controllo digitando velocemente sulle tastiere ed accumulando dati di vario genere, comprensibili solo a lui. Dopo venti minuti di inferno, gli speakers trasmisero quello che temeva: spaventose esplosioni misero a tacere ogni cosa.

Gli indicatori del laboratorio rilevavano alti livelli di radioattività, e dalle casse, solo silenzio. L'esperimento era andato decisamente male, qualcosa di orribile aveva attraversato un portale comparso senza alcuna spiegazione logica, e l'esercito aveva posto rimedio con l'unico modo che riteneva plausibile, un bombardamento atomico. Dall'entità delle scosse era conscio del fatto che non si trattasse di una nuova Hiroshima, ma vennero sganciate molte bombe di dimensioni contenute rispetto all'evento del 1945.

Sino a dove s'era spinto quel disastro? Quanti esseri erano usciti dal portale e sino a dove si estendeva il bombardamento? Non aveva modo di saperlo. Si attivò il sistema d'energia ausiliario, era ancora in grado di comunicare con Elzebeth nonostante non vi fosse più elettricità (o qualsiasi altra cosa) proveniente dall'esterno. Non poteva uscire o sarebbe morto. Poteva solo aspettare, osservando l'indicatore della radioattività. Secondo i suoi calcoli avrebbe potuto aprire quella maledetta porta solo dopo otto mesi, e subire danni di poco conto (o quasi).

Spiegò la situazione alla sua amata nei minimi particolari e si salutarono per l'ultima volta trenta giorni dopo il momento del bombardamento. Dopodichè solo un angosciante silenzio, nessun apparecchio funzionante e quattro lampadine blu alimentate da piccoli pannelli solari posti all'esterno, fortunatamente rimasti integri.

Passarono otto mesi.

Prese l'atomizzatore, cuore della macchina del tempo (non si fidava a lasciare il meccanismo attivo in presenza di Pad), aprì la porta e respirò a pieni polmoni. I rigeneratori d'aria di sua invenzione attivi nei bunkers facevano il loro lavoro, ma respirare aria vera, seppur ancora contaminata, era tutt'altra soddisfazione.

Doveva trovare la sua famiglia, farsi largo tra le macerie e sopravvivere a qualsiasi cosa avrebbe trovato la fuori. Attivare la macchina del tempo (fortunatamente non serviva elettricità ma solo l'atomizzatore) sarebbe stato facile, molto più complesso invece programmarla per un salto nel passato. Non era ancora stato in grado di farlo, nonostante l'idea di poter salvare sua moglie, prima dell'arrivo di Elzebeth, l'avesse spesso spronato a risolvere il dilemma.

La sua missione era semplice come concetto, ma dannatamente difficile da realizzare:

andare ad avvertire se stesso, otto mesi prima, per evitare l'Apocalisse.

IL TRAILER:

In uscita: Q4 2011 – Lingue: ITALIANO ed INGLESE - Sito ufficiale

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